
COLOR MANAGEMENT:
I PROFILI DI INPUT
Dato che è uno degli argomenti più discussi e controversi, approfondiremo di seguito i fattori da prendere in considerazione per la scelta dei profili di imput.
La scelta di un sistema reflex e di un convertitore di Adobe ACR dipende dal fatto che il software ha una gestione colore interna, che avviene tramite un sistema a due profili creato a temperature di colore differenti, una bassa (3000 °K circa) e una alta (6500° K circa), a seconda del tipo di temperatura della luce della singola immagine. Il software assegna il profilo più vicino alla sua temperatura colore, per poi convertirlo in uno dei 4 profili di editing* impostati dall’utente (e che non è possibile cambiare): Adobe 98, color match, sRGB, ProPhoto.
L’unica alternativa è caratterizzare una combinazione camera/luce con un apposito script, in modo che una volta ripresa la testchart variano le impostazioni (metadati) nel software di conversione (ACR), al fine di ottenere un’esatta riproduzione colorimetrica. La scelta di un dorso a medio formato, invece, dipende dal vantaggio di potere immettere direttamente nel flusso di lavoro un profilo di input fatto ad hoc per una determinata combinazione luci/camera e convertirlo subito in qualsiasi profilo di editing.
Secondo la nostra esperienza, la soluzione ottimale si rinviene nei pacchetti di profili forniti dalle case costruttrici a seconda del modello della camera e della tipologia di luce, per due motivi:
a. Considerati i tre fattori coinvolti nella caratterizzazione del flusso colore (luce, oggetto che riflette, sensore che “vede” la riflessione), la differenza tra il materiale del secondo fattore (la testchart in uso al momento della ripresa) e il materiale che riprendiamo (carta, legno, metallo, pergamena, ecc.) determina il fenomeno del “metamerismo”, che modifica la resa colorimetrica, richiedendo quindi comunque un successivo aggiustamento con un applicativo di elaborazione colore; b. La luminosità (il gamma) richiede un aggiustamento nel momento della ripresa della testchart, tramite il software in dotazione alla camera digitale, con la luminosità di riferimento del profilatore, e per utenti non esperti, non è molto intuitivo capire come abbinarli.
Dato che è uno degli argomenti più discussi e controversi, approfondiremo di seguito i fattori da prendere in considerazione per la scelta dei profili di imput.
La scelta di un sistema reflex e di un convertitore di Adobe ACR dipende dal fatto che il software ha una gestione colore interna, che avviene tramite un sistema a due profili creato a temperature di colore differenti, una bassa (3000 °K circa) e una alta (6500° K circa), a seconda del tipo di temperatura della luce della singola immagine. Il software assegna il profilo più vicino alla sua temperatura colore, per poi convertirlo in uno dei 4 profili di editing* impostati dall’utente (e che non è possibile cambiare): Adobe 98, color match, sRGB, ProPhoto.
L’unica alternativa è caratterizzare una combinazione camera/luce con un apposito script, in modo che una volta ripresa la testchart variano le impostazioni (metadati) nel software di conversione (ACR), al fine di ottenere un’esatta riproduzione colorimetrica. La scelta di un dorso a medio formato, invece, dipende dal vantaggio di potere immettere direttamente nel flusso di lavoro un profilo di input fatto ad hoc per una determinata combinazione luci/camera e convertirlo subito in qualsiasi profilo di editing.
Secondo la nostra esperienza, la soluzione ottimale si rinviene nei pacchetti di profili forniti dalle case costruttrici a seconda del modello della camera e della tipologia di luce, per due motivi:
a. Considerati i tre fattori coinvolti nella caratterizzazione del flusso colore (luce, oggetto che riflette, sensore che “vede” la riflessione), la differenza tra il materiale del secondo fattore (la testchart in uso al momento della ripresa) e il materiale che riprendiamo (carta, legno, metallo, pergamena, ecc.) determina il fenomeno del “metamerismo”, che modifica la resa colorimetrica, richiedendo quindi comunque un successivo aggiustamento con un applicativo di elaborazione colore; b. La luminosità (il gamma) richiede un aggiustamento nel momento della ripresa della testchart, tramite il software in dotazione alla camera digitale, con la luminosità di riferimento del profilatore, e per utenti non esperti, non è molto intuitivo capire come abbinarli.
